Raddoppiati i prelievi d'acqua da fiumi e laghi

Cambiamenti climatici – In dieci anni raddoppiati i prelievi d'acqua da fiumi e laghi

Cresce l'impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi. Tra le prime vittime, il suolo, sottoposto all'aumento delle temperature e alla scarsità idrica: è la desertificazione, un problema che colpisce un terzo del territorio italiano e che è destinato ad espandersi oltre le regioni del meridione, attualmente le più colpite. In cima alla lista del rischio desertificazione sono oggi infatti Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Domani, la mappa della desertificazione potrebbe coinvolgere aree importanti della Pianura Padana, minacciata dall'impatto dell'agricoltura usa e getta; della Liguria, percorsa dagli incendi; del Piemonte, colpito da episodi prolungati di siccità.
Ma a provocare la desertificazione, cioè la perdita di suolo fertile, è anche il sovrasfruttamento delle risorse idriche: Valle d'Aosta e Liguria sono le regioni dove maggiormente si usa l'acqua in maniera incontrollata o la si rende indisponibile, assieme ad Abruzzo, Lazio, Puglia, Calabria e Basilicata. Umbria, Campania e Emilia Romagna rappresentano invece le punte minime di prelievo d'acqua.

Questa la situazione dell'Italia «a rischio desertificazione», fotografata dai lavori del primo workshop preparatorio della Conferenza Nazionale sul Clima «Le variazioni climatiche e i processi di desertificazione: verso i piani di monitoraggio e strategie di riduzione della vulnerabilità e di adattamento», che si apre oggi ad Alghero. A organizzarlo, il Ministero dell'Ambiente, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici (Apat) e l'Agenzia Regionale per l'Ambiente della Sardegna. Aprono i lavori il sottosegretario all'Ambiente Bruno Dettori, l'assessore regionale all'Ambiente Cicito Morittu, il direttore generale ARPA Sardegna Carla Testa, seguiti dal commissario straordinario dell'Apat Giancarlo Viglione, dal coordinatore della Conferenza nazionale sui Cambiamenti Climatici Vincenzo Ferrara e dal consulente della Convenzione Onu per la lotta alla desertificazione Valerio Calzolaio.

I cambiamenti climatici in continua crescita determinano rischi di desertificazione, ormai sempre più evidenti, che oltre a provocare la perdita della produttività biologica dei suoli e quindi anche della biodiversità, comportano mutamenti negativi nelle opportunità di sviluppo delle diverse regioni italiane in termini di iniziative economiche nell'agricoltura, nel turismo, nell'occupazione e nella distribuzione della ricchezza.

Piani, programmi e procedure di adattamento, nonché pratiche di gestione del rischio per il settore idrico, dovranno dunque essere sviluppate ed adottate in fretta per affrontare quegli impatti dei cambiamenti climatici che oramai non sono più evitabili.

Edil impianti produci sistemi di trattamento con tecnologia SBR “ Sequencing Batch Reactor”.

 
indietro